venerdì 21 settembre 2007

Distruggere ora quello che sarebbe dei figli dei nostri figli.

leggo dal Blog di Stefano una porzione delle sue letture ... rimango attonito, nel paragone che mi riporta alla paura atavica di non garantire il futuro ai figli e ai figli dei loro figli ...

Il breve Impero di Ur rivela lo stesso comportamento che abbiamo osservato sull'Isola di Pasqua: esso rimase fedele a convinzioni e pratiche radicate, derubò il futuro per pagare il presente, spese le ultime riserve di capitale naturale in una sconsiderata bisboccia di eccessiva ricchezza e splendore. I canali furono estesi, i periodi di maggese ridotti, la popolazione aumentò, e l'eccedenza economica fu concentrata nella stessa Ur per sostenere progetti di grandiose costruzioni. II risultato fu poche generazioni di prosperità (per i sovrani), seguite da un collasso dal quale la Mesopotamia meridionale non si è mai risollevata.

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