leggo dal Blog di Stefano una porzione delle sue letture ... rimango attonito, nel paragone che mi riporta alla paura atavica di non garantire il futuro ai figli e ai figli dei loro figli ...
Il breve Impero di Ur rivela lo stesso comportamento che abbiamo osservato sull'Isola di Pasqua: esso rimase fedele a convinzioni e pratiche radicate, derubò il futuro per pagare il presente, spese le ultime riserve di capitale naturale in una sconsiderata bisboccia di eccessiva ricchezza e splendore. I canali furono estesi, i periodi di maggese ridotti, la popolazione aumentò, e l'eccedenza economica fu concentrata nella stessa Ur per sostenere progetti di grandiose costruzioni. II risultato fu poche generazioni di prosperità (per i sovrani), seguite da un collasso dal quale la Mesopotamia meridionale non si è mai risollevata.
venerdì 21 settembre 2007
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